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Napoli è cultura

vesuvio

Stamattina ho letto un articolo di un signore, che, essendo stato “per ben” 4 giorni a Napoli, è riuscito a vedere le sigarette di contrabbando, le buste della spazzature buttate a cavolo (come se in altre città questo non succedesse), i prezzi che cambiano a seconda dell’utente, i prodotti contraffatti e altre amenità, del cabotaggio “pulecenella-pizza-mandolino-sigarette-scippi-putipù”, etc. Beh, sono sue idee e le rispetto.

Presumo che in 4 giorni, quindi, non abbia avuto tempo per fare altro, che ne so, andare al MANN, al Museo di Capodimonte, al Museo di Pietrarsa, al Madre, alla Biblioteca Nazionale,  al Museo di San Martino, passeggiare per la Pedamentina, ma anche mangiare un’ottima pizza, due sfogliatelle, mangiare un gelato sul lungomare, godersi Napoli, insomma, e non solo tentare di scoprire, con morbosità, le cose che non vanno.

Nel frattempo, ieri, due signore di una cittadina del Piemonte mi hanno chiesto, sulla metro, dove avrebbero potuto acquistare prodotti contraffatti; quando ho risposto che forse avrebbero potuto occupare meglio il loro tempo, visto che erano a Napoli, si sono fatte rosse e blu.

Ora scusate, ma devo andare a mettermi il mio solito vestito di Pulcinella, che si è asciugato, e farmi il pisolino pomeridiano.

 

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